Translate

giovedì 6 ottobre 2016

Il Big Business tra informazione e propaganda

di Raffaella Vitulano

Ciò di cui l’Italia ha bisogno non sono più leggi approvate più rapidamente, ma piuttosto meno e migliori leggi: Tony Barber, la più importante firma del Financial Times sulle questioni europee, critica in maniera esplicita sia la riforma costituzionale che la riforma elettorale: ”Una sconfitta di Renzi al referendum non deve necessariamente destabilizzare l’Italia. Una vittoria, d’altra parte, potrebbe rappresentare la follia di anteporre l’obiettivo tattico della sopravvivenza di Renzi alla necessità strategica di una sana democrazia in Italia”. Ma a sua volta il quotidiano della City prende le distanze da Barber e sottolinea come le parole del suo columnist non rispecchino la posizione ufficiale del board editoriale: ”Al Financial Times ci atteniamo ai più elevati standard giornalistici, e siamo davvero orgogliosi di poter ospitare tante diverse opinioni nelle nostre pagine dei commenti”. Realizziamo ormai con piena consapevolezza che il conflitto politico coincide con il conflitto economico, cioè con la concorrenza spietata, soprattutto quella salariale. Un momento delicatissimo. Il mercato globale delegittima Stati e democrazie ed ostenta sicurezza valoriale in un sistema in realtà virtualmente fatuo quanto aggressivo, mentre ai confini nazionali lascia i brandelli delle polemiche interne.
Siamo sempre più confusi. Chi é che ci distrae mentre fuori dai nostri confini si giocano le vere partite a scacchi che creano guerre sempre più cruente, profughi, catastrofi ambientali, economie reali in affanno, speculazioni finanziarie, approcci ambigui a territori lacerati da conflitti intricati, crescita zero, disoccupazione impennata ovunque? Convergiamo sì, ma verso quale iceberg? Possiamo cercare di capirlo informandoci, leggendo. Ma distinguere tra informazione e propaganda é diventato davvero arduo di questi tempi.
Pensiamo ai buoni intenti di un documento europeo fondamentale di ormai un anno e mezzo fa - ma passato sotto silenzio - che si chiama “5 Presidents report”, che parla tanto di integrazione europea ma considera l’Unione Politica solo l’ultima delle fasi, dopo il raggiungimento di una Unione Economica, Finanziaria e di Bilancio.
Ancora sulla democrazia: la Costituzione del 1948 è stata dichiarata di grado inferiore nella gerarchia delle fonti rispetto alla legge europea dalla Corte Europea di Giustizia (parte del Trattato di Lisbona), la quale decreta, testualmente “Nell’opinione 1/91 della Corte Europea di Giustizia, i Trattati europei sono descritti come la Carta Costituzionale di una Comunità Legale, per il beneficio della quale i singoli Stati ora limitano i propri diritti sovrani”. Quanti cittadini ne sono a conoscenza nei dibattiti di questi tempi?
E quando la democrazia si esporta, prima o poi qualche domanda su ambigue alleanze dovremo pur porcela, è lo stimolo ulteriore del direttore di Analisi Difesa, Gaiani: ”Anche noi italiani dovremmo essere un po’ arrabbiati con i sauditi dopo i bombardamenti effettuati dai jet di Ryad sugli stabilimenti delle aziende italiane nello Yemen: Caprari Pumps Yemen Ltd, specializzata nella produzione di pompe per acqua e il tubificio e mattonificio Alsonidar a Sana’a. Gli aerei da guerra, come ha riportato la Reuters, hanno colpito con le loro bombe tre differenti aziende provocando gravi danni a tutte le strutture prese di mira...Nulla di nuovo in una guerra ma sorprende che in Italia ed Europa abbiano così vasta eco le vittime civili siriane (ovviamente solo quelle uccise da russi e regime di Assad secondo i ribelli jihadisti amici dei sauditi) ma a nessuno interessino i civili yemeniti sciti uccisi dalle bombe di Riad tutte costruite in Occidente, Italia inclusa.”L’Europa pensa a far quadrare i bilanci e perde di vista il delicatissimo contesto geopolitico. Il Congresso Usa preme infatti sul generale Dunford, capo degli stati maggiori riuniti, perché esita a stabilire una no-fly zone in Siria. Alla Commissione Difesa il generale ha risposto: “Per noi prendere il controllo dell’intero spazio aereo della Siria richiederebbe che facessimo la guerra contro Siria e Russia. E' una decisione fondamentale che non sarò io a prendere”. Civili guerrafondai contro militari esitanti, chi l’avrebbe mai detto?
Tensione alle stelle tra Usa e Russia. Voi obiettate: e questo che c’entra con noi? Siete proprio certi che non debba interessarci?

Nessun commento:

Posta un commento